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I giardini verticali

I giardini verticali

I giardini verticali

L’idea di sfruttare il senso verticale per la realizzazione dei giardini è di Patrick Blanc, un botanico e studioso originario di Parigi. Blanc espose il suo primo progetto di giardino verticale nel 1994 al «Festival International des jardins di Chaumont–sur–Loire – La sua idea piacque molto e sin da subito suscitò curiosità e ovviamente emulazioni. In realtà i giardini pensili sono un’invenzione molto antica, addirittura si hanno cenni storici nell’antica Babilonia nel 590 a.c.

In realtà i giardini pensili sono un’invenzione molto antica, addirittura si hanno cenni storici nell’antica Babilonia nel 590 a.c.

Inizialmente soni stati creati per rendere esteticamente migliori le facciate dei palazzi, ma nel tempo visto i molteplici vantaggi che comportano, si sono diffusi per:

  • Risparmio energetico in quanto accrescono l’isolamento termico e acustico degli edifici, 
  • Effetto “isolante” le piante hanno un “effetto ovattante” riducendo l’impatto acustico degli agenti esterni.
  • Effetto “salutare” le piante assorbono anidride carbonica e sprigionano ossigeno, inoltre catturano le polveri inquinanti spesso responsabili di disturbi dell’apparato respiratorio.

La loro caratteristica è quella di ricoprire totalmente o in parte le pareti/facciate degli edifici e non solo terrazzi e balconi; difatti, contrariamente a quanto si pensi, il bosco verticale (iniziato nel 2009 e completato nel 2014) del quartiere Isola a Milano, non è un giardino verticale nel senso stretto del termine, ma un progetto di edificio-prototipo di una nuova architettura della biodiversità. In Italia il primo giardino edificato si trova a Milano ed è il famoso “Muro Verde” realizzato nel 2008 in Corso di Porta Ticinese. Alto 18 metri, conta più di 180 specie di piante diverse. Sempre a Milano e nello specifico a Rozzano nel centro commerciale:Fiordaliso”, c’è un giardino verticale realizzato nel 2012 che vantava di essere il più grande al mondo con i suoi 1262,85 metri di verde, 44mila piantine e 200 specie di piante. Tale record durò solo 5 anni, in quanto a Bogotà (Colombia), nel 2017, fu realizzato quello che a tutt’oggi è il più grande giardino verticale al mondo: “Santalaia” il quale ogni anno, produce ossigeno per ben 3.100 persone, con oltre 115mila piante si estende su 3mila mq.

Curiosità: a Melbourne (Australia) nel febbraio del 2022 è stato lanciato un progetto che prevede un giardino verticale che ospiterà 12.500 mq di spazio verde con un percorso tra terrazzi, ponti e grattacieli di oltre 5,5 chilometri.

Ovviamente non mancano architetti e aziende specifiche di settore cui rivolgersi per farsi realizzare delle vere opere d’arte; sebbene buona parte dell’irrigazione venga fatta da dispositivi automatici, c’è da sottolineare che occorre una manutenzione costante per far sì che il giardino duri nel tempo mantenendo tutte le caratteristiche originali.

A Milano l’ATM (Azienda Trasporti Milanese), insieme a IGP Decaux, (progetto in fase iniziale), sta creando nuovi spazi per promuovere la sostenibilità ambientale. I “Green Wall” al momento sono due; uno al deposito di Giambellino e si estende per 350mq, l’altro di più recente realizzazione (marzo 2023) è in Cairoli, con uno spazio di 3×2 metri alimentato da un circuito chiuso e con un sistema di illuminazione a basso consumo, per garantirne la fotosintesi; se supererà il test, questa creazione sarà destinata a un uso commerciale pubblicitario e probabilmente farà da battistrada per altre strutture verdi nelle stazioni metropolitane.

Ma per chi non ha possibilità di edificare un giardino verticale esterno?

Esistono molte soluzioni da interno. Il principio è simile ai giardini da esterno, ma con qualche accortezza in più. Intanto non tutte le piante sono adatte all’interno, inoltre per assicurare un buon approvvigionamento di acqua, spesso anche ad altezze notevoli, la struttura deve necessariamente avere un sistema automatizzato idrico. Solitamente le piante sono fatte radicare in compartimenti tra due strati di vari tipi di materiali fibrosi ancorati alla parete, pertanto anche i muri d’appoggio, devono avere determinati requisiti e “preparati” per ospitare sia il peso che l’inevitabile umidità che si andrà a formare. Indubbiamente questo tipo di arredamento regala fascino all’abitazione e soprattutto assicura un buon rifornimento di ossigeno.

Curiosando sul web si trovano alcune imprese che propongono “arredi verdi” di pannelli in lamiera d’acciaio, costituiti da vari tipi di licheni che non crescono e rimangono stabili per circa 5 anni, seppure belli, danno però poco spazio alla creatività. Altre propongono giardini verticali più creativi, ma più cresce la possibilità di caratterizzarli, più aumenta l’impegno (e il costo) che queste creazioni comportano. Il consiglio, visto anche i costi rilevanti, è quello comunque di scegliere professionisti che hanno molta esperienza nel settore e di affidarsi esclusivamente a ditte specializzate.

Articolo scritto da Mariateresa Confalonieri

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